E' notizia di ieri notte che il presidente in carica, il conservatore Marc Ravalomanana, ha
consegnato l'incarico e quindi il potere ai militari che l'hanno a loro
volta girato nelle mani del capo dell'opposizione, Andry Rajoelina,
34enne ex disc jockey e sindaco della capitale dell'isola, Antananarivo.
La cosa curiosa e che ha creato ancora più confusione è che Ravalomanana aveva rimesso il suo incarico ai militari per
non cederlo direttamente all'opposizione, ma i militari hanno
dimostrato con questo atto di appoggiare Rajoelina che ha ammesso alla
televisione francese di avere il sostegno non solo dei militari, ma
anche "della burocrazia, dei sindacati e cioè dei gruppi sociali
più rilevanti. Il potere appartiene al popolo che può concederlo e
riprenderselo a piacimento".
Massimo Corsini, giornalista della rivista di Geopolitica e Relazioni Internazionali Equilibri ed esperto delle questioni riguardanti l'Africa australe, analizza la questione dalle sue origini: "tra
gennaio e febbraio l'opposizione propone una rivoluzione a causa di una
situazione sociale ed economica al quanto disperata data da una forte
disoccupazione, dalla crisi economica internazionale, dall'innalzamento
dei prezzi e quant'altro, una rivoluzione appoggiata dai militari, ma
il governo risponde in maniera repressiva e a pagarne le conseguenze
sono in circa 130 persone che rimangono uccise. Settimana scorsa, poi, l'Unione Africana
ha indetto una sessione straordinaria per cercare di risolvere la
situazione abbastanza critica, ma l'unione non ha poteri coercitivi
quindi non si è arrivato a nulla di efficace e decisivo. La risoluzione
è arrivata però dall'interno con questo colpo di stato appoggiato
dall'esercito e, come si sa bene, in Africa l'appoggio dei militari è essenziale per governare".
Che scenari futuri potremmo aspettarci, ora, dopo quanto accaduto? "Credo - continua Corsini - che per il bene del Madagascar si debba andare verso un governo di unità nazionale
per risolvere la questione che comunque è ancora ben lontana dal
risolversi rimanendo comunque fluida e difficile anche perché sebbene
l'opposizione ha l'appoggio dei militari, questo appoggio non è totale,
con alcune frange dell'esercito non totalmente fedeli all'opposizione e
che rivogliono il presidente appena ‘decaduto'. Entro 24 mesi
si andrà alle elezioni così come promesso dal partito d'opposizione e,
inoltre, alla riforma della costituzione poiché lo stesso sindaco di
Antananarivo vuole candidarsi alla presidenza e allo stato attuale
delle cose non può farlo in quanto nel Paese malghescio per potersi
candidare alla presidenza bisogna avere compiuto almeno 40 anni.
Personalmente credo che si arriverà ad entrambe le cose e che Rajoelina
verrà eletto presidente con conseguente cambio della costituzione".
Sulla questione interviene un altro esperto di questioni africane, Alessandro Ciampa di Napoli.com, che in modo forte e conciso dichiara di non ravvedere in Madagascar "che la
parola democrazia ha accezioni totalmente opinabili, non esiste una
vera semantica della parola, la democrazia malghescia è completamente
soggettiva. Questo colpo di stato è avvenuto, non dico con l'appoggio, ma con parole
incoraggianti dell'ONU che nella voce del segretario generale Ban
Ki-Moon si dice sicuro che la figura di Rajoelina possa essere quello
che ci vuole per risollevare e risolvere la situazione. Detto ciò
comunque anche io
personalmente credo che l'ex dj sia la persona adatta per risolvere la
questione se non altro almeno per la sua giovane età e per il fatto che
è un uomo nuovo e ciò lo rende diverso dai conservatori che sono stati
sin qui al potere tra lo scontento nazionale e popolare avendo portato
disoccupazione e crisi certamente imputabile anche alla crisi economica
mondiale. Credo che la prima cosa che farà da nuovo
presidente Rajoelina è togliere potere ad un particolare direttorio
formato dall'elite economica del Madagascar che, ovviamente tutti
conservatori, tiene in ‘ostaggio' il Paese. Inoltre credo che si
arriverà all'abbassamento ed al controllo dei prezzi e ad un certo
aiuto sociale".
"Quanto accaduto e quanto sta accadendo in Madagascar - conclude, poi, Corsini - porterà
comunque ulteriori problemi economici di due ordini, da un lato le
imprese internazionali non investiranno più massicciamente nell'isola
sia a livello turistico, sia a livello di esportazioni ortofrutticoli -
soprattutto la vaniglia - da sempre due rami fondamentali per
l'economia locale e le cose non potranno che peggiorare per il popolo
che nutre forti speranze in Rajoelina considerandolo l'uomo nuovo ch
può risollevare le sorti del Paese che è messo totalmente in ginocchio".